Architetto di Padre Pio e progettista della chiesa di Santa Maria delle Grazie, inaugurata nel 1959 a San Giovanni Rotondo, don Geppino è stato un personaggio di spicco ai primi del ‘900. Liberato Gentile e il compasso, la grafite e il pennino a inchiostro con i quali fu disegnato il progetto della chiesa del santo dalle stimmate
Architetto di Padre Pio, podestà, cultore di storia, archeologia, tradizioni, autore di una delle più importanti canzoni popolari di Bojano. Geppino Gentile, profilo nobile e affascinante, è una figura di rilievo per la storia della città di Bojano e in qualità di commissario prefettizio curò il rifacimento di piazza Roma e piazza della Vittoria, realizzò la strada per l’eremo di Sant’Egidio, risistemò i “giardinetti” dietro il municipio, ma soprattutto scrisse “L’acqua de Sant’Aggiddie” canto tradizionale in dialetto che ogni bojanese impara all’età di 3 o 4 anni, ripetendolo a colazione e cena, spalmato sul toast al mattino, riposto sul comodino ogni sera. L’acqua de Sant’Aggiddie: veniva già eseguita dal 1930-1932 dal gruppo folk dell’epoca che l’aveva in repertorio. Il testo, oltre a nominare diversi percorsi d’acqua di Bojano, canta anche l’amore struggente per Rosina. Tuttora rimane uno dei più famosi canti popolari a Bojano
Di Don Geppino, oggetto di una ricerca di Mina Cappussi pubblicata diversi anni fa, si è parlato in un interessante convegno Filitalia Molise Noblesse su “3 bojanesi illustri” di cui ha relazionato il maestro Daniele Romano ispirato dal volume di Enzo Colozza “Campobasso e Provincia di Molise”.
Architetto di Padre Pio, Gentile nacque nel 1908
Giuseppe Gentile nacque a Bojano nel 1908 da una famiglia benestante; nel 1936 conseguì la laurea in Architettura a Roma. La Facoltà di Architettura della Sapienza Università di Roma è la prima Facoltà di Architettura italiana, nata come Scuola Superiore nel 1919 e trasformata in Facoltà nel 1935 da Gustavo Giovannoni. Ha quattro sedi: Piazza Borghese, Via Flaminia, Via Gianturco e Valle Giulia. Da ragazzo Geppino Gentile simpatizzò per il Partito Nazionalista, che poi nel 1923 divenne il partito Fascista. Nel 1938, a seguito delle dimissioni del podestà di Bojano Alberto Alonzo, Gentile fu nominato commissario prefettizio, incarico che mantenne fino al 1941.
Piazza Roma e piazza della Vittoria
Nel periodo in cui fu capo del paese, “Don Geppino” come era chiamato tra affetto e riverenza, realizzò, come ricorda Enzo Colozza, numerose opere pubbliche, tra queste, il rifacimento in cemento delle due piazze di Bojano: piazza Roma e piazza della Vittoria intitolate in quegli stessi anni secondo il canone del Ventennio. Realizzò la strada sterrata verso l’eremo di Sant’Egidio, che partiva da Civita passando ai piedi del monte Crocella; risistemò il giardino alle spalle del palazzo Comunale.
Il repertorio d’emigrazione
“Fondò e per diverso tempo diresse – l’intervento del maestro Romano – il gruppo folkloristico bojanese che in quegli anni ebbe l’onore di partecipare a numerose manifestazioni importanti, come la Sagra del Matese del 1929 di cui tanto si parlanegli atti dell’Archivio Centrale di Stato a Roma. Gentile compose numerosi canti in dialetto bojanese. Il suo repertorio ha avuto un enorme successo anche all’estero attraverso il fenomeno dell’emigrazione. Sono tanti, infatti, i gruppi folk ancora oggi presenti in terra di Canada, Stati Uniti, Brasile nati ad opera di bojanesi emigrati in quelle terre. Era alto il desiderio di tenere viva la memoria delle proprie radici e proprio in questa realtà canora musicale si rinveniva la fonte primaria del legame con il paese natio”.
Un incontro fortuito a San Giovanni Rotondo
Alcuni di questi canti, composti agli inizi degli anni ’30, furono eseguiti dal gruppo folkloristico a San Giovanni Rotondo davanti a Padre Pio. Verso il 1950, Padre Pio espresse il desiderio di costruire una grande chiesa annessa al convento perché quella già esistente era ormai troppo piccola. Il Padre visionò di persona i progetti proposti e scelse quello di Gentile.
Il compasso, la grafite, il pennino tricolore
L’ing. Liberato Gentile, figlio di Elio, conserva come preziosi cimeli alcuni degli strumenti da disegno appartenuti a Geppino Gentile, papà di Adelelmo, il gigante alto oltre 2 metri, prematuramente scomparso. Il compasso, i gessetti, la grafite, il pennino tricolore con il serbatoio dell’inchiostro furono usati proprio per disegnare le tavole del progetto della chiesa di San Giovanni Rotondo.
I lavori cominciarono nel 1956, Gentile si trasferì al convento, così poteva essere sul cantiere in qualsiasi momento, ma soprattutto poteva stare accanto a Padre Pio.
La morte della giovane moglie
La chiesa in costruzione, intitolata poi a Santa Maria delle Grazie, fu inaugurata nel 1959. Le condizioni di salute del Gentile, già malandato per le conseguenze di un attentato da arma da fuoco e da una disgrazia familiare (era morta la moglie, Antonetta Gentile, giovanissima, lasciando un figlio di pochi anni, Adelelmo), si aggravarono e fu costretto a rientrare a Bojano dove morì nel 1963.
La proposta di una targa a don Geppino
Oggi una targa apposta sul basamento della chiesa ricorda il progettista di Bojano, caro amico di Padre Pio. A quando l’apposizione di una targa nel suo paese natio? La proposta, che sarà ufficializzata a breve dalle associazioni Filitalia, Molise Noblesse, Ippocrates e Centro Studi, nonchè dal quotidiano internazionale UMDI Un Mondo d’Italiani, è stata anticipata dalla prof.ssa Mina Cappussi al sindaco della città, prof. Carmine Ruscetta.
Sarà l’occasione per fare ammenda e per offrire ai giovani bojanesi l’opportunità di conoscere una figura importante della storia recente di Bojano.